Vendita Honor: una scelta non idilliaca come si sperava?

A fine 2020 la nota marca di telefonia Huawei ha confermato un rumor che girava mesi prima e che ha lasciato tutti spiazzati: la vendita del marchio Honor. Questioni economiche e commerciali hanno dettato questa scelta, con il fine di favorire il marchio. 

L’accordo è andato in porto ma cosa sta succedendo e quali sono le nuove preoccupazioni a distanza di mesi?

La vendita di Honor

Sono iniziate a circolare ad ottobre 2020 le prime voci su una possibile vendita del noto marchio di fascia media della Huawei, confermate poi nel mese successivo. Infatti, nonostante appartenesse alla casa produttrice Honor si discostava dai normali telefoni Huawei per il mercato di riferimento, che comprendeva più che altro competitor come Xiaomi e Meizu.

L’accordo di vendita con la Zhixin New Information Technology, è stato raggiunto in seguito a una decisione molto ponderata da parte di Huawei. Il movente è stato il suo inserimento nell’elenco delle aziende del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti attraverso il quale la Casa Bianca ha imposto importanti restrizioni all’azienda, come il non potersi rifornire di semiconduttori già pronti. 

La vendita è stata fatta senza alcune ripercussioni o cambiamenti sulla, ormai azienda indipendente Honor, infatti i suoi azionisti hanno continuato a finanziarla per permettere il suo sviluppo.

Come sta evolvendo

Purtroppo per la Huawei sembra non ci sia molto da fare, il governo sembra essere riuscito a mettergli i bastoni tra le ruote. Infatti, la nota marca non compare neanche tra le prime 5 marche asiatiche in fatto di maggiori esportazioni. Il dato più preoccupante, però, è che figura tra la voce “Altri” sotto la Vivo che non è così diffusa nei mercati esteri. L’unica speranza della Huawei è riuscire a creare dei componenti propri, progetto in vista probabilmente data l’apertura di un centro industriale a Shanghai. Il desiderio di rivalsa e la mancata resa è anche visibile dal fatto che la società ha già provveduto a dotare parecchi Huawei del sistema operativo Harmony OS

Ma passiamo ora alla Honor: nel complesso non se la cava male. Dopo il distaccamento ha proseguito la sua strada a gonfie vele raggiungendo la top 5 cinese dei migliori produttori di smartphone e annunciando l’uscita dei suoi nuovi smartphone: Honor Magic 3 e Magic 3 Pro. Però sembra ci sia una possibile tempesta in arrivo: parrebbe che un gruppo di politici repubblicani guidati da Micheal McCaul, membro della commissione degli affari esteri, stiano spingendo per far inserire anche la Honor nella black list proprio per il grande successo che stanno ricevendo i suoi smartphone.

Come andrà a finire questa guerra che sembra infinita? Non si sa, nel frattempo non ci resta che attendere le due nuove uscite di casa Honor.

Honor Magi 3 e Honor Magic 3 Pro probabili top di gamma

La prima cosa che si nota di entrambi i telefoni è uno schermo con i bordi curvati di tipo OLED con una risoluzione di 2772×1344 pixel e un refresh rate di 120 Hz. L’aspetto che li differenzia è invece la selfie cam: nel Magic 3 è presente un “foro” nel display contenente ben due selfie cam, nel Magic 3 Pro ce n’è solo una e si trova sotto lo schermo.

La seconda cosa che salta all’occhio è la fotocamera posteriore, il cui scomparto è diverso tra le due versioni: nel Magic 3 ci sono 4 fotocamere, mentre nel Magic 3 Pro c’è il teleobiettivo periscopico con supporto per lo zoom ibrido fino a 100x.

Ma quello che più sorprende non è sotto gli occhi di tutti, infatti pare che i Magic 3 saranno i primi smartphone ad avere il SoC Snapdragon 888 Plus cioè il nuovo chip della Qualcomm. La RAM sarà la LPDDR5 fino a 12 GB per il Magic 3 e 16GB per il Pro e la memoria interna arriverà a 512 GB (128GB, 256GB, 512GB per il Magic 3 e 256GB, 512GB per il Pro), davvero sorprendente. Anche la batteria riserva delle sorprese: infatti sarà da 100W quella cablata (forse solo per il Pro, mentre per l’altro 66W) e da 50 W quella wireless.

Naturalmente, essendosi staccata da Huawei e quindi essendo indipendente non dovrà più sottostare alle restrizioni imposte alla sua ex proprietaria, quindi i due telefoni saranno comprensivi di servizi Google, un aspetto che potrebbe attirare molti estimatori della vecchia leader cinese. I prezzi, dalle notizie uscite, dovrebbero aggirarsi intorno ai 523€ per l’Honor Magic 3 e 654€ per il Magic 5 Pro, il che ci fa pensare a una voglia dell’azienda di proseguire in un futuro verso qualità più alte ma rimanendo al momento sulla fascia media di prezzo.

FAQ

Gli smartphone Honor rimarranno di fascia media?

Assolutamente si, come voluto anche dall’accordo di vendita, la Honor non subirà ripercussioni e manterrà la qualità e l’economicità che aveva in casa Huawei.

I nuovi Honor avranno il play store e i servizi google?

Assolutamente si, l’inserimento nella “black list” è solo un possibile risvolto ma non c’è nulla di concreto quindi tutti i servizi “americani” sono ancora disponibili.

Che benefici può trarre Huawei da questa scelta?

Divenendo meno potente potrebbe non essere più considerata una minaccia e quindi potrebbe ritornare a fare accordi con aziende statunitensi come la Qualcomm che realizza degli ottimi processori.

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